Com’è profondo il mare - Il Sogno di Pablo feat. Marco “Ciccio” Cubal
È chiaro che il pensiero da fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce anzi è un pesce e come pesce difficile da bloccare.
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Tutta la mia vita tra musica e scrittura, cercando strade e più spesso scorciatoie per destinazioni ineluttabilmente mutevoli. Poi accade che la destinazione scompare e qualcosa prende senso proprio nel paradosso dell’insensatezza.
Resta solo il piacere di pensare, ragionare, elaborare, esprimere e fissare se stessi in un’illusoria immortalità terrena, senza paragoni e senza competizioni.
Sono nato a Torino nel 1969 dopo mille generazioni e sono qui, parte di questa città.
La mia formazione professionale nel settore delle risorse umane e nell’attività commerciale è stata un’altra di quelle scorciatoie. Una scorciatoia primaria di sopravvivenza anche piuttosto soddisfacente dove ho sempre cercato di incastrare, per decenni, i miei giochi di musica e di scrittura.
Il pianoforte a sei anni, la chitarra a dieci e il primo lavoro a vendere strumenti musicali. Poi il copione è cambiato. Il primo palco a tredici anni e il liceo con velleità da rockstar. Poi un bel po’ di maturo buon senso.
Il 2015 ha visto la pubblicazione del primo disco, “ERA 1.14” con i BlueAlive e, dopo un radicale cambio di genere, è arrivato il secondo album, “Negroni a colazione” con Il Sogno di Pablo.
Da qui l’ispirazione per il mio libro “Zelanti alfieri della speranza” che è scrittura, ma anche musica. Un incontro di passione espressiva, senza più destinazione.
Un viaggio cronistico tra i vicoli psicopandemici, alla scoperta degli stessi identici metodi di plagio collettivo ed al loro incredibile e forse inspiegabile, inesorabile successo. La storia di quelli che fanno sempre il tifo per la narrazione del potere, qualunque sia, senza mai porsi il minimo dubbio. La storia di quelli che, di fatto, sono il potere.
È chiaro che il pensiero da fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce anzi è un pesce e come pesce difficile da bloccare.
La versione acustica de “L’ultimo spettacolo” di Roberto Vecchioni realizzata da Il Sogno di Pablo diventa la colonna sonora del nuovo film del regista Francesco Aurelio “Moira”.